La Valle del Vicano
16,5 km
6:30 (h:m)
1020 m
E

La Valle del Vicano segna il confine territoriale tra i Comuni di Pelago e Reggello. Con il suo carattere insieme appartato e sorprendentemente ricco, presenta un paesaggio dove l’acqua ha modellato nei secoli non solo la geografia ma anche le storie delle persone, i ritmi della vita rurale e le economie familiari. I due itinerari proposti ricalcano in gran parte il corso del torrente Vicano di Sant’Ellero che per secoli ha rappresentato una risorsa fondamentale per gli abitanti della valle.
Camminare lungo il Vicano significa oggi avere l’opportunità di “leggere” la storia e lo stretto rapporto tra uomo e acqua in quanto ogni tratto del torrente porta con sé una testimonianza di questo imprescindibile legame: dalle zone più antropizzate della foce fino alle aree boschive, forestali e montane di Raggioli e San Miniato in Alpe vicine alla sorgente.
Da Sant’Ellero a Pagiano: la valle bassa del Vicano
10 km
410 m di dislivello
Difficoltà E (media)
Il percorso numero 1 parte da Sant’Ellero, antico porto fluviale sull’Arno e storico capolinea del trenino a cremagliera che portava alla località Saltino. Il primo tratto del percorso coincide con la strada asfaltata fino a località Fontisterni, piccolo abitato rurale che conserva il fascino della campagna e delle case contadine. Da Fontisterni su strada bianca in poco tempo raggiungiamo località Razzese, qui, attraversato un ponticello giriamo a sinistra. Dopo un breve tratto in salita nel bosco raggiungiamo l’aggregato rurale di Melosa la cui Villa, antica proprietà dei monaci vallombrosani, domina la valle sottostante. Da qui scendiamo alla chiesa di San Martino e, in pochi minuti, è possibile raggiungere il suggestivo borgo di Pagiano, posto proprio sul Vicano e dove il tempo sembra essersi fermato. Questo piccolo insediamento dalle forti radici pedemontane con il suo paesaggio, le case in pietra e la vicinanza al torrente racconta una storia fatta di lavoro e ingegno proprio grazie alla presenza dell’acqua.
Arrivati a Pagiano è possibile proseguire a piedi sul percorso numero 2 oppure tornare indietro al punto di partenza.
L’itinerario non presenta difficoltà tecniche significative e si presta anche ad essere percorso in bicicletta fino all’abitato di Fontisterni.
Da Pagiano al Lago: l’alta valle del Vicano
16,5 km
1020 m di dislivello
Difficoltà E (media)
Da San Martino a Pagiano, snodo con il percorso numero 1 e punto di partenza dell’itinerario numero 2, comincia la parte più suggestiva del cammino. L’ambiente collinare e le sue coltivazioni di ulivi e viti lasciano spazio alla vegetazione degli ambienti pedemontani. Raggiungiamo il piccolo insediamento di Pagiano, posto proprio sul Vicano dove il tempo sembra essersi fermato: il suo paesaggio, le case in pietra e la vicinanza al torrente raccontano una storia fatta di lavoro e ingegno proprio grazie alla presenza dell’acqua. Attraversato il ponte, svoltiamo subito a sinistra per imboccare un antico tracciato che costeggia il torrente e ci conduce all'abitato di Tosi. Lasciati gli stretti vicoli della parte vecchia del borgo, proseguiamo fino a raggiungere il piccolo abitato di Taborra. Da qui entriamo nell’area della Riserva Naturale Biogenetica di Vallombrosa e percorrendo un sentiero immerso nella vegetazione raggiungiamo San Miniato in Alpe. Questo caratteristico e isolato agglomerato di case in pietra fu un luogo di straordinaria importanza: proprio qui infatti aveva sede il vivaio di coltivazione di abeti bianchi realizzato dai monaci Vallombrosani. Da qui raggiungiamo in poco tempo la località Il Lago, toponimo che testimonia l’esistenza di un lago artificiale ora scomparso e punto di partenza dell'Anello dei Giganti (per chi desidera continuare, da qui è possibile proseguire lungo il percorso che porta agli alberi più alti d'Italia). Da località Il Lago torniamo per un tratto sui nostri passi fino al bivio per Raggioli, incantevole borgo, risalente al medioevo, incastonato nella roccia che sorge sulla riva destra del Vicano. Lasciandoci alle spalle il paese raggiungiamo il bivio che ci porterà sulla strada bianca in direzione Molino di Tosi. Qui è possibile intravedere ciò che rimane delle strutture dell’antico mulino ad acqua. Proseguiamo fino a ricongiungerci alla strada statale, che attraversiamo per imboccare subito il sentiero per l’eremo di Magnale, suggestivo punto panoramico. Da Magnale scendiamo lungo una strada bianca fino a raggiungere l’abitato di Paterno, dal quale in breve ritorniamo al punto di partenza.









