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Comune di: Rufina e Pelago
Organizzatore: Associazione Foresta Modello delle Montagne Fiorentine

L'acqua.. Moscia!

Lunghezza

14,4 km

Tempo di percorrenza
Durata (h:m)

5 (h:m)

Dislivello
Dislivello

580 m

Difficoltà
Difficoltà

AEE

L'acqua.. Moscia!

La partenza è dal Passo della Consuma, località climatica divisa fra le province di Arezzo e Firenze, rinomata per la sua schiacciata e per i bellissimi percorsi da fare a piedi o in bicicletta. Il passo collega il Valdarno-Valdisieve con il Casentino. l luogo è apprezzato per i suoi ambienti naturali ed è molto popolare fra escursionisti, cicloturisti e motociclisti. Il nostro itinerario attraversa boschi di faggio, abete, quercia e castagno (foto 1), e offre scorci suggestivi sulle vallate dei torrenti Moscia e Rufina. Da qui passa la via di Francesco che collega Firenze a Assisi e Roma.

Lasciata l’auto al passo imbocchiamo Via Pietro Palagi, costeggiamo le casette da villeggiatura per circa 300 metri e poi passiamo la catena sulla sinistra e ci immettiamo sul sentiero CAI 55. Restiamo sul sentiero segnato per meno di 200 metri: il sentiero continua in discesa sulla sinistra con ampie vedute sulla valle del Rufina (foto 2), noi invece restiamo sulla strada sterrata e andiamo a destra. Dopo circa 500 metri incontriamo la fonte di Sandro (foto 3) e numerosi giochi da tavola creati dalla proloco locale con il materiale qui più presente: il legno. Al bivio seguente pieghiamo a sinistra sulla pista forestale che, dopo 800 metri, incrocia il solito sentiero CAI 55 che non prenderemo: continuiamo sulla forestale principale che si addentra nella parte alta del torrente Moscia (foto 4). Oltrepassati i rivoli che danno origine al torrente, ci troveremo alla fattoria di Moscia e alla vecchia residenza estiva dei Marchesi Frescobaldi. La nobile famiglia fiorentina, famosa per la produzione enologica, è anche la proprietaria di quasi tutti i boschi che si trovano lungo il percorso. Qui inizia inoltre uno dei sentieri di terapia forestale individuati dal CNR, maggiori informazioni qui https://forsa-terapiaforestale.com/. Prendiamo la pista forestale con fondo più rovinato che scende decisa a destra subito dopo la villa. (Nota: se rimaniamo invece sulla stessa via, dopo 200 metri ci ritroveremmo sulla strada del ritorno, accorciando notevolmente la lunghezza dell’itinerario a 5,5 km e 200 metri di dislivello) Per 2,3 km la pista segue l’andamento del torrente Moscia, che rimarrà alla nostra destra (foto 5), fino alla bella Cascina Alberincisa (presenza di una sorgente sotto strada). La cascina, oggi residenza estiva privata, è una testimonianza della vita contadina montana. Anche da questo bivio è possibile ridurre il cammino (a 10 km con 300 metri di dislivello): se prendiamo la strada forestale a sinistra ci ritroveremo sul sentiero CAI 5 oltre la Madonna dei Fossi (vedi sotto). Invece prendiamo la strada destra per 700 metri fino al suo congiungimento con un’altra pista forestale (sentiero 55a). Se svoltiamo a sinistra ci ritroveremo alla Madonna dei Fossi e questo ci permetterà nuovamente di poter accorciare la distanza a 11,5 km e 380 metri di dislivello, se invece prendiamo a destra continuiamo lungo il percorso prestabilito. Dopo altri 500 metri in discesa, con belle viste sulla verde valle del Moscia (foto 6), occorre fare attenzione e lasciare il sentiero segnato per svoltare a sinistra. Dopo 2,2 km di falsopiano in leggera salita raggiungiamo la Croce di Valcinese (foto 7), nei pressi del monte Fonte Fresca, punto più lontano dal passo della Consuma. Siamo sul crinale del monte di Pomino, sopra la località che porta lo stesso nome e luogo adatto per fare pranzo a sacco. Alla ripartenza facciamo una stretta curva a sinistra e imbocchiamo il sentiero CAI 5 che inizialmente sale dolcemente sul boscoso poggio Castello per poi scendere all’antico oratorio di Santa Maria del Carmine dei Fossi (foto 8). L’edificio nacque nel medioevo come ospizio francescano, ma nel seicento avvennero dei fatti miracolosi che fecero crescere di parecchio la popolarità del luogo, tanto che venne realizzata una nuova chiesa con annessa canonica. Ad inizio del 1800 divenne addirittura la parrocchia, per tutte le 24 famiglie che abitavano nella zona. Lo spopolamento della montagna avvenuto nel secondo dopoguerra ha segnato la fine della parrocchia. Purtroppo adesso è in stato d’abbandono. Il nome è dovuto dalla presenza delle numerose sorgenti e dei torrenti, detti appunto “fossi” presenti.

Proseguiamo sul sentiero CAI 5 per circa 700 metri e svoltiamo a destra rimanendo sul Sentiero della Memoria. In 500 metri di leggera discesa si raggiunge la località La Casa: qui prendiamo la traccia che corre a sinistra della costruzione. Dopo 1,3 km la mulattiera si immette nella pista forestale principale: la prendiamo svoltando a sinistra tornando sul sentiero CAI 5. Al bivio seguente restiamo sul sentiero segnato tenendo la destra e in un chilometro e mezzo arriviamo sulla strada regionale che prenderemo a sinistra e in 400 metri arriveremo al punto di partenza (passo della Consuma).

Il percorso è stato ideato e testato per essere usato con la speciale carrozzina monoruota Joëlette Adventure che permette di percorrere questo itinerario anche a chi ha disabilità motoria. Difficoltà (classificazione CAI): AEE

Per maggiori informazioni e richieste di utilizzo della Joelette Adventure contattare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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