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Comune di: Pontassieve
Organizzatore: Associazione Foresta Modello delle Montagne Fiorentine

Burraie per tutti

Lunghezza

9.2 km

Tempo di percorrenza
Durata (h:m)

4:30 (h:m)

Dislivello
Dislivello

600 m

Difficoltà
Difficoltà

AEE

Burraie per tutti

Le Burraie sono caratteristici edifici in pietra dove un tempo veniva preparato il burro, testimonianza della passata civiltà contadina che un tempo abitava sui monti. Il percorso ne incontra quattro. Sono tutte state costruite alla presenza di sorgenti, le cui fresche acque servivano per la produzione e soprattutto la conservazione del prodotto. Oltre a esplorare gli ambienti naturali dell'ex Area Naturale Protetta, lungo il cammino si trovano il santuario della Madonna del Sasso con le sue storie miracolose, i freschi boschi di Poggio Ripaghera e, alla fine del mese di maggio, le fioriture del protetto cisto laurino, unica stazione in Italia.

Il percorso inizia dal grande parcheggio all’ingresso di Santa Brigida. Lasciata l’auto seguiamo il sentiero 205 che sale lungo strada inizialmente asfaltata fino a località Il Fornellaccio. Da qui, invece di seguire i segni biancorossi del CAI, continuiamo lungo la strada che diventa sterrata: oltrepassiamo la catena e saliamo decisi con pendenza costante per 2 km fino all’altitudine di 750 metri s.l.m. Lungo questo tratto è possibile incontrare numerosi esemplari di cisto laurino (cistus laurifolius), oggi protetto perché a rischio: nel mese di maggio è possibile incontrare le sue belle fioriture. La pista poi finalmente spiana, con una piccola deviazione di circa 100 metri, non consigliata da percorrere con la Joëlette, possiamo raggiungere la burraia di Fontassenzio. Ripresa la strada, con un ultimo sforzo arriviamo all’area di sosta posta alla fine della sterrata e il panorama sulla valle delle Sieci. Qui si interseca il sentiero CAI 209 che prendiamo a sinistra. Con la Joëlette possiamo evitare di passare la stretta discesa a gradoni prendendo la strada campestre a destra per poi prendere dopo pochi metri il sentiero indicato in precedenza sempre a sinistra. Incontriamo quindi la fonte Rosina e vecchi abbeveratoi scavati nella pietra serena, testimonianze delle attività di pastorizia, legate appunto alle burraie. Il sentiero, ora pianeggiante nel bosco, ci porta ai resti della cascina di Monterotondo e al sentiero di crinale 00, che prendiamo svoltando a sinistra. Dopo circa 100 metri incontriamo la deviazione per la burraia della cascina di Monterotondo (sentiero 303). Dopo averla visitata, torniamo sui nostri passi per riprendere lo 00 che riprende a salire fino ad incontrare il sentiero 205, che prendiamo svoltando a sinistra. La traccia scende decisa per 800 metri e 100 metri di dislivello. Alla fine della discesa prendiamo quindi il sentiero 205a svoltando a destra. Questa deviazione ci serve per poter visitare la bellissima e suggestiva burraia di Fonterinalda (circa 200 metri dal bivio). Se si volesse raggiungere quella di Nannarino occorre continuare per altri 600 metri: questo tratto però presenta in fondo molto scosceso e non è adatto ad essere fatto con la Joëlette, così come l’accidentato sentiero 2 che porta al Sasso. Il nostro percorso dalla burraia di Fonterinalda torna invece al bivio da dove siamo arrivati per poi continuare sul sentiero 205. Rimaniamo sullo stesso sentiero che, dopo poche decine di metri, piega a destra (bivio con il sentiero 5b) e scende deciso per circa un chilometro. All’incrocio successivo lasciamo il 205 per prendere a destra il sentiero 208c che, pianeggiante, ci porta prima ad oltrepassare il fosso di Valle (area di sosta fra i castagni) e il bivio con il 208 (che prenderemo successivamente) per poi salire al santuario della Madonna delle Grazie, detto del Sasso. L’edificio fu costruito alla fine del 1400 nel luogo dove la Vergine Maria sarebbe apparsa a una pastorella e la pietra che si trova sotto l’altare del santuario sarebbe proprio quella dove avvenne l’apparizione. L’aspetto attuale è dovuto ai rifacimenti settecenteschi. Dopo aver visitato il santuario e aver beneficiato della bella vista sulla valle sottostante e i monti del Chianti in lontananza, ritorniamo un po’ indietro per infine prendere il sentiero 208 (scalinata in pietra). Questa vecchia strada lastricata, costruita nel settecento, congiungeva l’abitato di Santa Brigida al santuario. Lungo di essa ci sono cinque tabernacoli in terracotta creati dallo scultore Stefano Patti che raffigurano le apparizioni della Madonna. Dopo poche centinaia di metri usciamo dal bosco per ritrovarci nella bella campagna toscana e, dopo circa un altro chilometro, nuovamente all’incrocio con il sentiero 205. Seguiamo la strada asfaltata a destra per arrivare sulla via provinciale e da qui al parcheggio delle auto.

Il percorso è stato ideato e testato per essere usato con la speciale carrozzina monoruota Joëlette Adventure che permette di percorrere questo itinerario anche a chi ha disabilità motoria. Difficoltà (classificazione CAI): AEE

Per maggiori informazioni e richieste di utilizzo della Joelette Adventure contattare: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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