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Comune di: Carmignano
Organizzatore: Comune Carmignano

Il percorso del torrente Furba

Lunghezza

12 km

Tempo di percorrenza
Durata (h:m)

2 (h:m)

Dislivello
Dislivello

280 m

Difficoltà
Difficoltà

T

Il percorso del torrente Furba

Il torrente Furba è un breve ma importante corso d’acqua che scorre interamente nel territorio comunale di Carmignano dopo esserci formato dalla confluenza di tre fossi (denominati Gamberaia, Fornia e Acqua calda) originati subito sotto il crinale del Montalbano, ad oltre 500 metri di quota.
Esso, nel primo tratto, riceve le acque di tre corsi d’acqua minori che, all’altezza delle località le Barche e Fontanaccio, si uniscono a formare un unico corso d’acqua che, indirizzandosi prima verso N e poi verso NE, si fa tributario del torrente Ombrone all’altezza della località Ponte a Tigliano.
La lunghezza del torrente Furba assomma a circa 7,5 chilometri, il suo bacino idrografico ha uno sviluppo areale di quasi 15 km2, mentre la rilevante pendenza media (quasi 6,12%) dimostra l’estrema ‘giovinezza’ geologica del nostro corso d’acqua; giovinezza che ha imposto all’uomo che nei secoli passati si è stabilito nel suo bacino, intesi e frequenti lavori di idraulica volti a frenare l’impeto delle sue acque e a regolarne la forza e utilizzandola al contempo.
Osservando l’andamento del torrente Furba si può agevolmente distinguere tre sezioni ben distinte di questo corso d’acqua: partendo dalla sua confluenza nell’Ombrone si può notare come il nostro torrente fino all’abitato di Seano mostri un andamento chiaramente artificiale, risultato della sua recente trasformazione in un vero e proprio canale. Motivi legati all’esiguità della pendenza e all’attuale gestione idraulica del corso d’acqua, sempre più condizionata da eventi atmosferici di straordinaria intensità, ne hanno causato ripetuti lavori agli argini e al suo corso, facendolo assomigliare sempre più ad un canale piuttosto che ad un corso d’acqua.
Un secondo tratto è ben identificabile fra l’abitato di Seano e il punto dove si forma il torrente, all’altezza cioè dell’unione di tributari minori sopra richiamata; questi 2,7 chilometri di corso mostrano un andamento più ‘naturale’ e meno condizionato dagli ingenti lavori di raddrizzamento che invece hanno caratterizzato il tratto successivo. Anse, curve e serpeggiamenti, testimoniano sia la ricerca dell’acqua della maggiore pendenza che i condizionamenti operati dall’uomo nel corso soprattutto dell’Ottocento mediante l’installazione di almeno cinque impianti molitori ed una numerosissima serie di briglie lapidee atte, in parte a rallentare la velocità di scorrimento delle acque, e in parte a meglio dirigerle verso i bottacci dei cinque molini mediante i rispettivi gorili.
E’ questa una delle motiviazioni che ha spinto i progettisti del percorso a ricavarlo proprio proprio lungo il corso d’acqua, per mostrare ai camminatori che percorreranno questo itinerario i numerosi manufatti idraulici storici ancora presenti.
Infine il tratto più a monte che mostra caratteristiche del corso d’acqua di montagna con pendenza molto elevata (quasi il 10%) e un pattern del drenaggio di tipo angolare, a testimonianza del forte condizionamento operato sull’andamento del corso d’acqua dal substrato, come conseguenza della struttura geologica assunta in questa zona dal Montalbano. In questo tratto si collocano anche le sorgenti storiche attraverso le quali le piccole comunità di questo versante del Montalbano (posto nel territorio amministrato da Carmignano) si sono rifornite nel corso dei secoli, quali Fornia e Bacchereto e le diverse dimore rurali sparse, conseguenti dell’assetto mezzadrile della zona, procastinatosi per almeno 5 secoli.
Nel corso degli ultimi cinque secoli la comunità che hanno abitato il bacino del torrente Furba hanno contribuito alla costruzione del paesaggio storico che ha prodotto manufatti idraulici, beni materiali, una maglia del particellato agrario ben determinata, una disposizione degli abitati (sia sparsi che accentrati) funzionale al tipo di economia dominante, una maglia stradale che doveva tenere in considerazione contemporaneamente sia l’andamento dell’asta fluviale (con relativi ponti, passerelle, guadi ricavati sulle briglie) che le necessità economiche e agricole della popolazione insediata. Di tutti questi beni sono rimaste oggi diverse testimonianze, magari frammentate, ma che l’itinerario cerca di ricucire insieme nel breve spazio di qualche chilometro di percorrenza, usufruendo anche di cartelli segnaletici posti nei punti strategici che hanno il compito di far comprendere al camminatore la struttura profonda del paesaggio storico che lo circonda. Si è posta particolare attenzione all’elemento acqua come soggetto dirimente nella costruzione del paesaggio storico, anche a costo di tracciare alcuni pezzi del percorso direttamente nell’alveo in modo da mostrare come nel passato si è lavorato per adeguare le caratteristiche idrauliche del torrente Furba alle esigenze delle comunità che abitavano le sue sponde.     

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