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Comune di: Pistoia
Organizzatore: Pro Loco Fognano

Dalle Agne alle Buri: un grande anello tra crinali, borghi e storie dimenticate

Lunghezza

37 km

Tempo di percorrenza
Durata (h:m)

5 (h:m)

Dislivello
Dislivello

100 m

Difficoltà
Difficoltà

E

Dalle Agne alle Buri: un grande anello tra crinali, borghi e storie dimenticate

Un percorso ad anello lungo circa 37 km, con un dislivello di 1.350 metri, collega idealmente e fisicamente le due vallate dell’Agna e della Bure, due corsi d’acqua che modellano il paesaggio tra le province di Pistoia e Prato. Un cammino adatto sia a piedi che in bicicletta, ricco di storia, natura e memoria, che attraversa antichi tracciati appenninici e borghi sospesi nel tempo.
La partenza è dal Parco dell’Aringhese, presso il laghetto, polmone verde del paese di Montale. Da qui si risale verso Montale Alto, piccolo nucleo collinare da cui si ridiscende lungo l’antica strada che sfiora il centro abitato di Montale fino a Fognano. Proseguendo lungo la “Via delle Agne”, si attraversano Scali e poi si sale fino al borgo di Tobbiana.
Il cammino prosegue in direzione della Cascina di Spedaletto, oggi rifugio e centro ambientale, ma un tempo punto di sosta sull’antica Strada dei Longobardi, un’importante via di transito medievale che collegava Montale a Porretta. Da qui si raggiunge il crinale spartiacque, punto di incontro con il Sentiero 00 (GEA/E1), una delle dorsali escursionistiche più importanti d’Europa, che collega il Nord al Sud del continente seguendo la spina dorsale degli Appennini.
Sul crinale, tra boschi e paesaggi aperti, si incrocia la Via Gotica e si raggiunge il Poggio dell’Acquifreddula, dove si può osservare uno dei primi rivoli d’acqua che darà vita alla Bure, il torrente che scende verso Santomoro. Da qui, inizia la discesa lungo il sentiero CAI 204, che conduce alla Chiesa di Valdibure e successivamente alle Vie delle Buri, attraversando ambienti rurali e castagneti fino a Castel dei Gai.
Si continua su una carrareccia fino a raggiungere la diroccata Pieve di San Quirico, oltrepassando lo spartiacque della Bure di Santomoro. In questa zona, tra poggi e valli, sorgeva il castello di Pecunia, un punto di osservazione strategico oggi ricordato solo dai ruderi e da antiche vie selciate immerse nei boschi, che un tempo collegavano la zona a Badia a Taona.
Il percorso prosegue sul CAI 220, verso il misterioso borgo fantasma di Santa Lucia, dove ancora resistono i resti della chiesa romanica e, poco più avanti, le rovine suggestive della Villa del Calderai. Si continua sul tratto chiamato “Sentiero della Volpe”, rientrando infine a Montale Alto e al punto di partenza, nel Parco dell’Aringhese.
Per chi desidera spezzare il percorso in due tappe, è possibile pernottare alla Cascina di Spedaletto – CEA Acquerino Cantagallo (info al 344 1044767).

Montale, un ponte tra pianura e Appennino
Questo grande anello si sviluppa tutto intorno a Montale, cittadina situata in posizione strategica tra Pistoia e Prato, ai piedi delle colline che salgono verso l’Appennino tosco-emiliano. Un territorio ricco di storiatradizioni e memoria, attraversato fin dall’antichità da importanti vie di comunicazione.
Il toponimo “Montale” compare nei documenti dal XIII secolo, legato alla costruzione di un castello pistoiese contrapposto a quello fiorentino di Montemurlo. Tuttavia, i ritrovamenti etruschi e romani testimoniano una presenza molto più antica, favorita dal passaggio della via Cassia, con la stazione di posta di Hellana.
Con l’arrivo dei Longobardi, il territorio assunse un ruolo ancor più rilevante. Proprio nei pressi di Hellana sorse l’abbazia regia di San Salvatore in Agna, dotata di un hospitale per pellegrini e viandanti. Oggi, quell’antico tracciato è stato riscoperto come “Strada dei Longobardi”, parte integrante del cammino ad anello.
Durante il Medioevo, Montale divenne anche una tappa importante della Via di San Jacopo, percorso di pellegrinaggio che da Firenze conduceva a Pistoia, Lucca, la Via Francigena e infine Santiago de Compostela. I pellegrini trovavano qui luoghi di culto e accoglienza come la pieve di San Giovanni o la stessa abbazia di San Salvatore.
Oggi camminare nel territorio di Montale significa ripercorrere le orme di pellegrini, mercanti e viaggiatori, in un paesaggio che unisce natura, cultura e memoria. Un crocevia di storie, sentieri e orizzonti, tra pianura e montagna, nel cuore della Toscana.

Note aggiuntive

Percorribile in due giorni con sosta alla Cascina di Spedaletto - CEA Acquerino-Cantagallo

Extra

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