Cammino delle Sorgenti
15 km
5 (h:m)
450 m
E

Il cammino delle sorgenti accompagna l’escursionista alla scoperta di un territorio dove spartiacque e bacini dirograiuci vanno a creare tre importanti torrenti della provincia di Pistoia: La Limentra occidentale della Sambuca, La Grana, La Bure di Villa di Baggio, (che con le altre Buri della vallata si uniscono e confluiscono poi nella Brana), e l’ombrine Pistoiese.
Percorrere questo itinerario significa intraprendere un viaggio fino alle loro origini. Quì, tra boschi, pendii e crinali, l’acqua affiora dal terreno e dà vita a piccoli ruscelli che si uniscono progressivamente, trasformandosi in torrenti e fiumi.
Risalire le valli seguendo il percorso dell’acqua fino ai luoghi da dove hanno origine i torrenti ci dà la possibilità di osservare la morfologia del territorio e di comprendere più a fondo il paesaggio.
Lungo il Cammino delle Sorgenti emergono tre elementi fondamentali dell’idrografia:
La sorgente
La sorgente è il luogo in cui l’acqua sotterranea riaffiora naturalmente e inizia il proprio percorso in superficie. In ambiente montano le sorgenti sono numerose e diffuse, formando una rete di ruscelli che, scendendo a valle, confluiscono in un unico corso d’acqua principale.
Per individuare la sorgente di un fiume si considera solitamente il ramo più lungo, costante e regolare: da esso ha inizio il vero viaggio del fiume verso valle.
Il bacino idrografico
Il bacino idrografico è il territorio entro il quale tutte le acque superficiali, di origine meteorica o originate dallo scioglimenti delle nevi, confluiscono verso uno stesso fiume.
Il bacino è delimitato naturalmente dalle alture circostanti, che ne costituiscono i confini.
Lo spartiacque
Lo spartiacque è il crinale che divide due bacini idrografici distinti: una sorta di confine naturale che separa le acque.
Lo spartiacque che percorriamo, coincidente con il sentiero E1, segna la separazione tra i bacini dell’Adriatico e del Tirreno. I torrenti Bure, Brana e Ombrone confluiscono nell’Arno e raggiungono il Mar Tirreno, mentre la Limentra di Sambuca, sul versante opposto, si unisce al Reno nei pressi di Porretta e prosegue il proprio cammino verso l’Adriatico.
Il percorso è mediamente semplice tecnicamente, sono sentieri antichi ben battuti e alcuni tratti di strade carrabili o forestali. Il percorso completo è però lungo quasi 20 km ed è quindi richiesto un po’ di allenamento. Si raccomanda scarpe da trekking, acqua e adeguata attrezzatura.Occorre tenere presente che gran parte del sentiero attraversa aree prive di copertura telefonica.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Dal borgo di Spedaletto, antico punto di sosta lungo il Cammino di San Bartolomeo, parte un viaggio tra natura e memoria.Il percorso conduce fuori dal borgo seguendo la Via Francesca della Sambuca in direzione del borgo di Collina, superato il traforo, costeggiando per circa 200 metri la statale 64 si imbocca sulla destra una strada forestale sterrata. L’itinerario prosegue lungo le acque limpide della Limentra Occidentale (Limentra della Sambuca), salendo tra boschi silenziosi e scorci panoramici, fino a giungere nei pressi della suggestiva Badia a Taona, che per secoli fu crocevia di viandanti e pellegrini in transito tra Pistoia e Bologna. Quì, precisamente in località Bal di Carnevale, incontriamo “La Strada dei Longobardi”, antica transappenninica che collega Montale a Porretta.
L’itinerario si sovrappone al Sentiero Europeo 1 (GEA, 00, sentiero di crinale). Lungo il nostro cammino troviamo alcune vecchie trincee e pannelli informativi dedicati proprio alle vicende legate alla seconda Guerra Mondiale e la Linea Gotica installati dall’Unione dei comuni montani Appennino Pistoiesi e grazie al materiale fotografico dell’associazione Linea Gotica Officine della Memoria.Nei pressi de Il Poggione l’itinerario principale prosegue verso ovest, percorrendo un sentiero leggermente a valle del crinale e, in località Bocca del Montanile intercetta la sorgente della Bure di Villa di Baggio. In alternativa dalla località Il Poggione è possibile continuare lungo il sentiero E1 raggiungendo un punto sosta Lipu (con bacheca informativa) tra il Monte Lattai e il Monte Parmolaio. Entrambi i percorsi si riuniscono nei pressi di Prato Arcangelo dove nasce il torrente Brana. Tra faggi e castagni il percorso continua lungo il sentiero E1, superando la Baita del Termine fino al Passo della Collina.
Al borgo di Collina, antico valico dell’Appennino, è possibile proseguire verso la sorgente dell’Ombrone Pistoiese presso la località I Lagoni. In alternativa l’itinerario porta a concludere l’anello del “Cammino delle Sorgenti” scendendo fino al borgo di Spedaletto lungo la Via Francesca della Sambuca.
L’anello principale si sviluppa per circa 15 Km con 450 metri di dislivello: affrontato nel senso sopra descritto risulta una piacevole passeggiata adatta a tutti, senza particolari difficoltà o tratti esposti. Si raccomanda scarpe da trekking, acqua e adeguata attrezzatura. Gran parte del sentiero attraversa aree prive di copertura telefonica.












